La Polizia Locale di Formigine aiuta le persone con demenza

Luglio 8 2022

La storia di Annarita

Quando mi capita di incontrare una persona che non si ricorda come si chiama e dove abita, la prima cosa che faccio è entrare in contatto con lei, cercando di recuperare quelle due o tre informazioni base che possono essermi utili per capire o che posso passare alla centrale per risalire alla sua identità. Come? Inizio a fare due chiacchiere, magari in dialetto modenese che aiuta a mettere la persona a proprio agio, soprattutto se è anziana, ed entrare nel suo mondo. Così, chiacchierando, sicuramente qualche informazione utile viene fuori”. Annarita è un’agente della Polizia Locale di Formigine che, insieme ad altri 7 comuni della provincia di Modena, fa parte dell'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, ente locale che ha deciso di aderire al progetto “Comunità Amica delle persone con demenza” individuando proprio in Formigine la cittadina capofila. Dopo un percorso di sensibilizzazione culturale fortemente voluto dall’amministrazione comunale, dall’USL e dall’Associazione Sostegno Demenze, nel dicembre 2019 Formigine è diventata la prima Comunità Amica delle persone con demenza certificata sul territorio regionale.

Una delle prime azioni messe in campo è stata la formazione degli operatori della Polizia Locale: 3 incontri per raccontare cos’è la demenza ma, soprattutto, quali sono i modi corretti per rapportarsi a una persona che ne è colpita.

Castello di Formigine

Annarita, che ha partecipato a tutti gli appuntamenti, ricorda: “É stato molto utile: innanzitutto gli operatori che hanno tenuto il corso ci hanno dato alcune informazioni su cosa sono la demenza e l’Alzheimer, per aiutarci a capire meglio il perché di certi comportamenti; poi la psicologa ci ha portato l’esempio di alcuni atteggiamenti che possono farci capire che una persona sta attraversando un momento di difficoltà e, infine, abbiamo condiviso episodi concreti capitati a ognuno di noi per analizzare e valutare quale sia il modo migliore di gestione”.

“Quando mi capita di incontrare una persona che non si ricorda come si chiama e dove abita, la prima cosa che faccio è entrare in contatto con lei”

Annarita e i colleghi sono stati davvero soddisfatti di partecipare a questo corso perché hanno acquisito informazioni pratiche importanti per la gestione delle persone con demenza nel loro lavoro quotidiano sul territorio, come per esempio saper valutare nel modo più rapido possibile se lo spaesamento è momentaneo o dovuto a una forma di demenza. Grazie agli input dei professionisti hanno capito come strutturare meglio gli interventi, anche se hanno ricevuto la rassicurazione di essere già sulla strada corretta: “Ci hanno insegnato soprattutto l’importanza di avere un approccio il più delicato possibile con le persone per non allarmarle ed evitare così di aggiungere ulteriore stress alla situazione. In pratica, in un lavoro molto concreto come il nostro, dobbiamo diventare anche noi un po’ psicologi”.  

Ad Annarita scappa un sorriso emozionato mentre racconta: “Il più delle volte per risolvere la situazione basta provare con dolcezza a entrare nel loro mondo, avvicinarle con calma, assecondarle con due parole quasi magiche: pazienza e ascolto”.


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